Monday, 27 July 2020

Grinzane Cavour Castle, symbol and history of the Langhe

Grinzane Cavour Castle Grinzane Cavour Castle

With slender and compact shapes, solid yet harmonious, austere and elegant.

The castle of Grinzane Cavour seems to be supported by a supernatural hand in a hilly context of unparalleled beauty, which alternates vineyards combed with hazelnut groves, allowing the gaze to rest along the valley that connects Alba to Barolo, home to the most prestigious vineyards in Piedmont. The Castle, which houses the Piedmontese Enoteca, an Ethnographic museum and the relics of Count Camillo Benso, deserves to be known a little more in detail, because the decisive match for the success of Barolo as today has been played in its rooms we know it.

But let's start from the beginning.


THE CASTLE IN THE MIDDLE AGES

The current appearance of the Castle of Grinzane Cavour is the result of a 1961 restoration, which has brought the building back to its original appearance. The manor was in fact almost always inhabited or used, undergoing interventions of all kinds over the course of the centuries.

The foundations of the Castle were probably laid around the 12th century: the square tower was erected (now corresponding to the elevated keep) and probably the raised courtyard. Who were the first owners of the Castle is not certain, but since the mid-1100s cadastral documents of the municipality of Alba speak of a noble family whose name corresponded to the toponym of the area: "De Grinzaneis".

The Castle was certainly active during the 1300s, when the whole Langa gravitating around Alba was affected by a new castle process, which also involved Grinzane Cavour and, most likely, gave the manor its current appearance.

The long power struggles that crossed the Langhe district between the fifteenth and seventeenth centuries, disputed between the various potentates of the area, passed the castle from hand to hand, now under the influence of the Marquises of Busca, now under those of the Monferrato. Until it reaches the hands of the jurist Pietrino Belli (1546) and then those of the Marquises of Voghera, who will keep it until the abolition of feudalism.

IL CONTE CAMILLO BENSO E IL BAROLO

Il proprietario di gran lunga più famoso del Castello di Grinzane sarà pero il Conte Camillo Benso che, nel 1849 lo ottiene per via ereditaria. Politico, statista e mecenate della ricerca scientifica, il Conte Benso passerà molto tempo a Grinzane, non solo scrivendo la storia d’Italia, ma anche quella del Barolo. Tra il 1836 e il 1847, in collaborazione con la marchesa Juliette Colbert, proprietaria del vicino Castello di Barolo, Cavour si fece promotore di un ripensamento del Barolo grazie ai consigli dell’enologo francese Louis Oudard. Il Barolo era, fino ad allora, un vino molto probabilmente dolce e frizzante, di gusto e caratteristiche rustiche. Oudard, Benso e la Marchesa Colbert scelsero invece una vinificazione a secco, che esaltasse e valorizzasse il nebbiolo secondo lo stile borgognone. Ne ottennero un vino di incredibile eleganza e struttura che la Marchesa contribuì a rendere famoso inviandone centinaia di botticelle ai duchi di Savoia, i quali apprezzarono enormemente. È da questo episodio che il vino più famoso delle Langhe venne chiamato “vino dei Re” e, di conseguenza, “Re dei vini”.

PATRIMONIO DELL’UNESCO

Dopo i restauri del 1961, oggi il Castello è Sede dell’Enoteca Regionale Piemontese “Cavour”, qui presente 1967. È sede dell’Ordine dei Cavalieri del Tartufo e dei Vini d’Alba, che si occupano anche della selezione dei vini dell’Enoteca, e ospita Museo Etnografico della civiltà contadina e un museo dedicato al Conte Camillo Benso di Cavour.

Non solo. La location del Castello è diventata, negli anni, sede di prestigiosi eventi nazionali e internazionali legati al turismo, all’enologia e alla congressistica. Dal 2014, infine, Grinzane Cavour e il suo Castello fanno parte delle core zone (ovvero zone chiave) individuate dall’Unesco durante il riconoscimento delle colline di Langhe-Roero e Monferrato a Patrimonio mondiale dell’Umanità.


 

 

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