Venerdì, 18 Settembre 2020

Tre giorni nel Roero, anima di vigna e boschi

Le Rocche del Roero Le Rocche del Roero

Le contraddizioni si annullano e si amplificano in quest’area di colline aspre e di dolci panorami che si aprono improvvisi sulle vette frastagliate delle Rocche.


Il tessuto del Roero è percorso da una cicatrice di rocce e sabbia, le Rocche, che più di qualsiasi altra cosa caratterizza il paesaggio di questo territorio patrimonio dell’Unesco dal 2014.

Ma fra la fitta boscaglia e i maestosi canyon l’uomo si è ritagliato uno spazio di rara bellezza, fatto di vigne che prosperano coraggiose sulle pendici delle colline, frutteti rigogliosi e paesi dal profilo medioevale. Perdersi nella selvatichezza del Roero è una condizione necessaria per scoprire tutte le sue gemme nascoste e la magia di un luogo sospeso fra storia e natura.

 


1° GIORNO
La capitale


La zizzola, simbolo della città di Bra | Credits Andrea Mucelli

Impossibile non partire da Bra, considerata unanimemente come la capitale del Roero. La città sorge ai margini dei grandi boschi che contraddistinguono questa terra, prima che le colline lascino spazio alla pianura e allo spettacolo delle vicine Langhe. Prendetevi tutto il tempo per poter scoprire la sua anima Barocca visitando la splendida chiesa di Santa Chiara, opera dell’architetto di casa Savoia Bernardo Antonio Vittone, o girando per le vie del centro storico fino a capitare in uno degli storici caffè di Via Cavour in cui lo scrittore Giovanni Arpino amava riposarsi e leggere. Quando sarete stanchi prendete in considerazione di fare una tappa in una delle tante, ottime osterie per poter assaggiare il gioiello gastronomico della città: la salsiccia di Bra. Le sue origini sbiadiscono nel mito, ciò che è certo, però, è che la ricetta con cui viene preparata è un segreto che viene tramandato da una generazione di macellai a quella successiva. Vi diamo un consiglio, consumatela cruda con un po' di pane fresco, proprio come fanno i braidesi. Sempre a Bra, nei piccoli uffici di via Mendicità, è nata l’associazione Slow Food, che tutt’ora celebra le proprie radici organizzando “Cheese”, un’importante manifestazione sul mondo dei prodotti caseari che a settembre e ad anni alterni attira le più importanti realtà mondiali del settore.

2° GIORNO
Il cuore e le vene del Roero



Un crutin (grottino) del Roero scavato nelle Rocche | Credits Ecomuseo delle Rocche

I ventiquattro comuni del Roero sono collegati da una fitta rete sentieristica che permette di esperire con tutti i sensi la complessa biodiversità di questa terra. Grazie al preciso lavoro di mappatura operato dai volontari dell’Ecomuseo delle Rocche è ora possibile scegliere fra i molti itinerari proposti, da percorrere a piedi o in bici, in base a diversi livelli di difficoltà. Anfiteatri naturali, pareti di sabbia in cui sono incastonati fossili risalenti al Messiniano, costoni che si aprono su panorami mozzafiato o piccoli laghi dove prospera la ricca fauna del Roero. Sono solo alcuni dei motivi per cui vi invitiamo a preparare il vostro zaino, indossare un paio di comode scarpe da trekking e partire alla scoperta dei paesaggi unici che questa terra è in grado di regalare. Perché non partire da Montà d’Alba con una visita all’Ecomuseo delle Rocche per poi scegliere uno fra i tanti sentieri ad anello che iniziano e terminano nel paese? Per i più golosi è invece possibile prenotare un’esperienza in tartufaia accompagnati direttamente da chi i tartufi li cerca, un trifolao. Un modo davvero unico per conoscere il Re della cucina di Langhe e Roero e un prodotto apprezzato e invidiato in tutto il mondo: sua signoria, il tartufo bianco di Alba. E per finire, un ultimo suggerimento. Allungate la strada e raggiungete il Santuario dei Piloni appena fuori Montà. Meta di pellegrinaggi fin dal lontano seicento, il santuario è composto da tredici cappelle situate sulla cresta della rocca, una Via Crucis immersa nel silenzio e nel verde, un luogo in cui i colori del tramonto di spengono nelle tinte della terra lasciando la parola alla bellezza del panorama.

3° GIORNO
La casa del Roero


L'Enoteca Regionale del Roero a Canale

Dopo tanto vagare è ora di riposarsi e di continuare l’esplorazione all’Enoteca Regionale del Roero, casa degli iconici vini che questa terra esprime da secoli. La sede si trova a Canale, nell’ex-Asilo Infantile “Regina Margherita”, un suggestivo complesso in mattoni rossi risalente al secolo scorso. Qui potrete lasciarvi guidare nella scoperta delle denominazioni più importanti del territorio come il Langhe Favorita, la Barbera d’Alba, il Nebbiolo d’Alba, il Langhe Nebbiolo, il Birbèt ma soprattutto il Roero e il Roero Arneis DOCG. Le fonti storiche attestano il nobile lignaggio di questi due vini, presenti fin dal XIV e XV secolo, che viene confermato al momento dell’assaggio, dove la complessità dei sentori non lascia dubbi sull’aristocraticità e l’importanza di queste due denominazioni. Quando avrete trovato il vostro preferito fra i vini degustati potrete acquistarlo direttamente nell’Enoteca, assicurandovi un pezzetto di questa terra splendida da stappare quando vi farete prendere dalla nostalgia. Prima di fare ritorno potreste pensare di provare uno degli incredibili piatti dell’Osteria “All’enoteca” di chef Palluda, ospitata all’interno dell’ex-Asilo infantile “Regina Margherita”, dove trova spazio anche il suo ristorante stellato “All’enoteca”. Un’ultima tappa per terminare con gusto la visita del Roero cuore di bosco.


 

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