Mercoledì, 06 Maggio 2020

L’Enoteca Regionale del Roero raccontata da Pier Paolo Guelfo

Enoteca Regionale del Roero Enoteca Regionale del Roero

Strutture pionieristiche, e in molti casi uniche, nell’opera di valorizzazione e promozione della vitivinicoltura, le enoteche regionali nascono in seguito all’emanazione della legge regionale 37 del 12 maggio 1980. 

Per conoscere meglio l’Enoteca Regionale del Roero, abbiamo intervistato Pier Paolo Guelfo, che ne è presidente dal 2017 e ha dato vita ad una “rivoluzione digitale” della stessa.

A partire dal 1980, il Piemonte ebbe l’intuizione di creare dei presidi sul territorio che fossero la principale vetrina per le eccellenze enologiche della denominazione o delle denominazioni a cui facevano riferimento. Se al principio le Enoteche fungevano da semplici veicoli per la promozione delle etichette dei vitivinicoltori associati, nel corso degli anni si sono profondamente evolute, giungendo a svolgere compiti che riguardano la rappresentatività di un territorio, la promozione del suo “brand” e una efficiente rete di valorizzazione di esperienze produttive, imprenditoriali e turistiche. Un percorso di questo genere fu intrapreso anche dall’Enoteca Regionale del Roero, ubicata in centro a Canale, all’interno di un edificio che fu sede dell’Asilo Infantile “Regina Margherita”. Dopo la profonda ristrutturazione avvenuta nel 2017, oggi l’Enoteca è davvero il cuore pulsante della promozione territoriale del Roero, con una visione a 360 gradi sulle eccellenze qui prodotte. Non solo rappresenta i produttori vitivinicoli del territorio, ma è sede di diverse associazioni che, con le loro differenti attività, svolgono un’importante azione di promozione. L’Enoteca infine, può vantare un vicino d’eccezione, è il ristorante All’Enoteca di Davide Palluda, che ha sede al piano superiore, chef stellato e attivo ambasciatore della cucina langarola nel mondo.


Pier Paolo, qual è l’atteggiamento che guida il nuovo corso dell’Enoteca Regionale del Roero?

Nate come vetrina della denominazione a cui facevano riferimento, oggi le Enoteche Regionali sono molto di più. Adempiendo le richieste del legislatore, hanno potenziato la loro offerta, coinvolgendo al loro interno le esperienze di moltissimi imprenditori, associazioni ed enti locali. Da wine-shop, l’Enoteca del Roero è diventata un importante centro di promozione delle eccellenze territoriali, dove tutte le principali filiere hanno il loro sbocco naturale, a chilometro zero: la nocciola, i formaggi, l’apicoltura, la cerealicoltura, la frutta e la verdura di cui Canale e il Roero fanno il loro vanto.

L’Enoteca non ospita solo prodotti locali.

È vero, sebbene il focus della nostra promozione sia rivolto al Roero, l’Enoteca è un vero presidio del Piemonte, un modo per i turisti di vivere il gusto e le meraviglie provenienti da tutta la Regione, a partire dal luogo che hanno scelto per le proprie vacanze.

L’Enoteca promuove azioni di marketing territoriale?

A livello locale e nazionale siamo parte integrante del brand “Roero” e uno dei nostri compiti è proprio quello di raccontarlo in tutte le sue sfaccettature. Abbiamo realizzato parecchi incontri con la stampa specialistica, invitandola sul posto a conoscere e vivere le eccellenze locali. Lavoriamo anche in stretta collaborazione con il Consorzio del Roero, che si occupa della promozione specifica delle Docg Roero e Roero Arneis a livello europeo e internazionale.

Come avete realizzato la ristrutturazione dell’Enoteca?

Il nostro compito è di “raccontare” il Roero e ho voluto che anche l’architettura rispecchiasse questa vocazione. La nuova enoteca, realizzata nel 2017, è costruita come una grande biblioteca del vino e dei prodotti tipici. Scegliere un prodotto significa entrare in contatto con una storia fatta di terra e persone, di fatica e di lavoro, di successi e di sacrifici: ho immaginato che ogni bottiglia fosse un “libro da sfogliare”.

È vero che state lavorando sull’innovazione digitale?

Vorrei che l’Enoteca fosse un luogo immersivo, dove fare diretta esperienza del territorio, a partire dal vino. Abbiamo perciò realizzato video didattici-emozionali che aiutano il visitatore a percepire la ricchezza del territorio in chiave enogastronomica e paesaggistica. Ma ci stiamo muovendo anche su campi più innovativi, che stanno esplorando la possibilità di creare supporti virtuali alla degustazione dei vini, e-commerce e azioni di promozione che seguano chi ha acquistato le nostre bottiglie fino a casa sua. Uno degli ultimi progetti è proprio quello di VINSIEME, che mira a collegare fra loro quattro Enoteche Regionali di Langhe e Roero, colline Patrimonio dell’Umanità Unesco.

E con i produttori di vino?

I produttori rappresentano la nostra famiglia allargata. Con loro abbiamo in programma di riprendere, appena possibile, gli incontri iniziati a settembre del 2019. Ogni domenica un nuovo incontro, faccia a faccia con chi produce il vino che si trova sugli scaffali. Questo contatto diretto è in assoluto il miglior modo di promuovere il Roero e di mettere a disposizione di tutti il patrimonio di esperienze umane di questa terra.

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