Mercoledì, 06 Maggio 2020

Enoteca Regionale del Barolo, dalla didattica al paesaggio

Enoteca Regionale del Barolo Enoteca Regionale del Barolo

Il tempio del Barolo. Come altro descrivere l’enoteca che, dal 1982, rappresenta lo straordinario territorio vitivinicolo di una delle Docg più celebri d’Italia?

Per conoscere meglio questa storica realtà abbiamo intervistato la direttrice, Cristiana Grimaldi, che da oltre venticinque anni lavora fra le mura del Castello Falletti di Barolo, prestigiosa sede di una altrettanto prestigiosa enoteca.

Cristiana, com’è nata l’Enoteca Regionale del Barolo?

L’Enoteca Regionale fu fondata nel 1982, in seguito alle leggi regionali che incoraggiavano la formazione di questi “presidi delle denominazioni” sul territorio, un anno più tardi dal riconoscimento del Barolo a Docg. In realtà, esisteva già un’enoteca di Barolo, ma era una sorta di esposizione di vini di produttori locali.

Cosa accadde?

Con la nuova fondazione, veniva identificato un programma più ampio e ambizioso, destinato a trasformare la precedente enoteca in un centro di promozione e informazione su tutto il territorio della denominazione, che abbraccia 11 comuni ed è caratterizzato da sorprendenti differenze pedoclimatiche e produttive. L’Enoteca del Barolo era la seconda Enoteca Regionale a essere creata nelle Langhe dopo quella di Grinzane Cavour, che però era dedicata ad una più ampia panoramica sui vini del Piemonte.

Come si è evoluta nel tempo?

Negli anni ’90 l’Enoteca si è trasferì nei locali dove attualmente ha sede, dando il via ad una nuova fase. Innanzitutto, venne aperta al pubblico secondo orari prestabiliti e non, come avveniva all’inizio, soltanto dopo la visita al Castello. Ma a cambiare erano soprattutto gli obiettivi. Se i primi visitatori erano specialisti del vino o persone già molto attente e informate, con gli anni il pubblico si è allargato, abbracciando una cospicua fetta di persone che si approcciavano non solo al Barolo per la prima volta, ma al mondo stesso del vino. L’Enoteca ha allora assunto un aspetto più didattico, informativo e, soprattutto rappresentativo del Barolo nel suo insieme. Basti pensare che dai 60 associati iniziali, oggi l’Enoteca dà visibilità ad oltre 220 produttori.

È vero che selezionate i Barolo presenti?

Un aspetto fondamentale dell’Enoteca è quello dell’imparzialità: non possiamo consigliare un’etichetta piuttosto che un’altra perciò il nostro “sbarramento qualitativo”, per così dire, avviene prima della commercializzazione. Una commissione d’assaggio composta da enologi, produttori, giornalisti e appassionati degusta alla cieca tutti i produttori che presentano il loro vini. Solo ed esclusivamente se il punteggio supera gli 80/100 il Barolo è ammesso sugli scaffali. Grazie alla commissione d’assaggio, garantiamo a tutti i nostri visitatori che l’Enoteca offre il meglio del Barolo, da tutti i comuni della denominazione.

Nel 2014 avete terminato un’importante ristrutturazione dei locali, come sono cambiati?

Si è trattato di un restyling totale, che ha reso i locali più accoglienti, funzionali e didattici. Per far capire meglio le differenze che il Barolo assume in base a suoli e posizioni, abbiamo diviso le bottiglie in sezioni di diverso colore. Per ciascuna, ogni settimana, selezioniamo uno o più Barolo in degustazione. Grazie a una batteria di 32 Barolo in assaggio all’interno delle nostre Enomatic (teche automatizzate per il servizio e la conservazione dei vini ndr) siamo una delle poche realtà al mondo a poter regalare una panoramica così vasta del Re dei vini, sempre aperti e sempre a disposizione. Il nostro obiettivo è di rendere autonoma la scelta dell’enoturista.

Ovvero?

Vogliamo aiutare i nostri visitatori a formare il proprio “palato”, a riconoscere e scegliere i Barolo più adatti al gusto personale e alle occasioni di consumo. Il nostro sogno è che, una volta usciti dall’Enoteca, gli enoturisti sappiano decidere in autonomia come muoversi nella zona, andando a trovare i produttori che più interessano loro, facendo esperienza diretta del vino, del suo mondo e del nostro paesaggio.

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